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Autismo infantile

Psicologia

L’autismo è un disturbo di natura neurobiologica che rientra nei cosiddetti Disturbi Pervasivi dello Sviluppo. Questo significa che coinvolge molteplici aree dello sviluppo del bambino (cognitiva, relazionale, emotiva, motoria). L’autismo ha una manifestazione precoce (entro i 2/3 anni) e permane nel corso di tutta la vita.

Criteri diagnostici per l’autismo:

Caratteristiche diagnostiche sono:

  • compromissione dell’area della comunicazione ed interazione sociale;
  • presenza di comportamenti stereotipati e ripetitivi e interessi ristretti.

Oltre a questi sintomi, l’autismo può presentare anche altre caratteristiche quali disturbi sensoriali, problemi alimentari e del sonno, difficoltà cognitive, problematiche nella motricità, autolesionismo e aggressività.

Inoltre, il linguaggio può essere in alcuni casi assente, in altri può essere bizzarro o privo di senso e non comunicativo.

Infine, in diversi casi l’autismo può accompagnarsi a disabilità intellettiva.

L’ampia variabilità delle caratteristiche di questo disturbo (si va dall’autismo a basso funzionamento quando è associato a deficit cognitivo, con diversi livelli di gravità; ad autismo ad alto funzionamento, con intelligenza nella norma e uso del linguaggio) ha portato a parlare oggi di Spettro Autistico.

Quali sono i segnali di allarme?

A seconda della fascia di età possiamo individuare alcuni segnali indicativi. Tuttavia, è fondamentale che la diagnosi di autismo venga fatta da un esperto.

  • 6-12 mesi: scarso o assente contatto oculare, assenza del sorriso sociale, vocalizzi scarsi o assenti, ridotta espressività, mancanza di angoscia difronte all’estraneo (tipica dell’8° mese)
  • 9-15 mesi: interessi ristretti, difficoltà a seguire gli oggetti in movimento, non si gira o orienta verso stimoli sonori, assenza di attenzione condivisa, ritardo nel linguaggio, uso del gioco in maniera ripetitiva e non funzionale
  • 20-30 mesi: disinteresse verso gli altri bambini o ciò che lo circonda, scarsa capacità imitativa, stereotipie motorie, camminata goffa o sulle punte.

Bisogna tener conto che alcuni di questi aspetti sono presenti in tutti i bambini: il bisogno di ripetitività, ad esempio, fa parte del normale sviluppo dei bambini, così come alcune tappe possono essere raggiunte con tempistiche diverse a seconda del bambino.

Modalità di intervento:

Il servizio è rivolto a bambini di età 2-5 anni con diagnosi di autismo o disturbo dello sviluppo.

Le linee guida della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) sottolineano l’importanza di un intervento precoce per migliorare la qualità della vita del bambino  e della sua famiglia.

E’ prevista una specifica suddivisione delle attività al fine di garantire l’acquisizione graduale delle abilità ancora carenti nel bambino, l’uso di supporti visivi e il coinvolgimento diretto e costante delle figure genitoriali.

Il servizio prevede:

  • Intervento precoce per l’autismo e le disabilità intellettive;
  • Training per acquisire le abilità sociali carenti;
  • Training delle abilità di linguaggio e della comunicazione;
  • Uso di tecniche comportamentali e del gioco per favorire lo sviluppo delle capacità emergenti nel bambino;
  • consulenza e sostegno psicologico genitoriale e familiare.

Vengono utilizzate le principali tecniche comportamentali (Early Start Denver Model) e un approccio ludico per stimolare le capacità sociali e relazionali del bambino.

Early Start Denver Model per l’autismo infantile.

L’Early Start Denver Model (Esdm) è un programma di intervento che rientra nelle Linee Guida dell’Istituto Superiore della Sanità per la diagnosi di autismo.

Si basa su un approccio naturalistico, evolutivo e comportamentale rivolto a bambini già a partire dai 12 mesi fino ai 48-60 mesi. L’intervento precoce permette di attenuare la gravità dei sintomi dell’autismo e colmare i deficit di apprendimento dovuti ai limiti relazionali tipici dell’autismo.

Prevede un lavoro globale su tutte le aree dello sviluppo del bambino (cognitiva, socio-emotiva e linguistica), con il coinvolgimento diretto dei genitori.

Gli obiettivi sono:

  • coinvolgere il bambino nelle interazioni sociali;
  • insegnare le fondamenta della vita sociale;
  • aumentare il piacere dell’interagire con l’altro attraverso attività divertenti e motivanti;
  • la famiglia al centro (coinvolgimento e supporto all’ambiente familiare).

È prevista una valutazione iniziale delle abilità del bambino con la definizione di un piano di intervento personalizzato che verrà verificato e riadattato ogni 12 settimane. Sia la valutazione che il successivo intervento vengono attuati attraverso il gioco, con un’attività congiunta tra terapeuta e bambino.

È un modello centrato sul bambino, che mira a favorire la sua iniziativa e la sua motivazione, coinvolgendolo in attività intrinsecamente motivanti. Inoltre, è facilmente applicabile ai contesti di vita quotidiana, permettendo una generalizzazione delle abilità conseguite.

Per approfondire:

http://www.emergenzautismo.org

Dott.ssa Francesca Vecchione

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