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Il sonno dei bambini

Psicologia

Il sonno nell'infanzia

Il sonno è un tema molto frequente quando si parla con i genitori di bambini nei primi anni di sviluppo.

La maggior parte dei genitori esprime la propria insofferenza riguardo la durata del sonno dei loro bambini o ai risvegli frequenti e alla difficoltà di riaddormentamento. La fatica impiegata per far dormire il proprio bambino spesso genera frustrazione e senso di incapacità: si teme di non essere abbastanza bravi nel proprio ruolo genitoriale.

In realtà, l’errore comune è quello di considerare il sonno un comportamento che va appreso. Di fatto, invece, il sonno è determinato da cicli neurologici ed è influenzato dallo sviluppo del bambino e del suo sistema nervoso. Ad esempio, a partire dal 3°mese con lo sviluppo del sistema nervoso, c’è anche un aumento dei risvegli.

“Perché si sveglia di notte?” “Cosa dobbiamo fare come genitori?” “Come possiamo dormire un pò di più?” “E’ pericoloso dormire insieme?” “C’è un disturbo del sonno?”

Queste sono alcune delle domande più frequenti che ci si pone riguardo al sonno dei bambini. Spesso ci sono delle aspettative sociali riguardo al bambino. Ad esempio, l’idea che debba dormire da solo nella sua culla e non nel lettone è un modello culturale: per natura il bambino dormirebbe a contatto con la mamma.

E’ necessario trovare la giusta via di mezzo tra norma biologica e norma culturale.

Ma allora…lettone o nanna da solo?

La migliore sistemazione notturna è quella in cui tutta la famiglia dorme meglio e in sicurezza.

E’ necessario considerare che la modalità con cui dorme il bambino cambia molto rapidamente rispetto all’adulto.

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Queste alcune fasi critiche:

  • aumento dell’autonomia;
  • ansia da separazione (dall’8° mese)
  • primi dentini;
  • ingresso al nido o alla materna;
  • eventi familiari (trasferimenti, nascita fratellino, separazioni…);
  • cambiamenti nelle routine familiari.

Anche l’adulto ha frequenti risvegli durante la notte ma è in grado di un riaddormentamento quasi immediato.

Il bambino che si sveglia non è in grado di comprendere che alla notte seguirà il giorno, pertanto si sente smarrito e ha bisogno del contatto per potersi tranquillizzare.

Altro fattore da tenere presente è che i bambini cominciano a produrre la loro melatonina a partire dal 3° mese in poi. Prima utilizzavano quella assorbita dalla mamma in gravidanza. Bisognerà, quindi, aspettare mediamente intorno ai 3 anni perché abbiano una produzione simile a quella dell’adulto. Tuttavia sapere che l’assunzione tramite integratore è fortemente sconsigliata, a meno di altre indicazioni mediche.

Ulteriori altri fattori che incidono sui risvegli sono: fasi rem più frequenti nei neonati, la presenza di onde elettromagnetiche (telefono vicino al luogo della nanna).

E’ importante accettare che ci vuole tempo affinché il sonno del bambino si regolarizzi e tenere presente che la fase di risveglio e riaddormentamento è un momento di transizione in cui è importante la presenza e del contatto di qualcuno per tranquillizzarlo e rasserenarlo.

Dott.ssa Francesca Vecchione

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