Via Dante Alighieri 30, Farra D'Isonzo (Go);
+39 3290703440
info.vecchione@gmail.com

Ansia e paura in età evolutiva

Psicologia

L’ansia può cominciare a manifestarsi in maniera significativa già in età infantile.

Come per gli adulti, anche nel caso di bambini e adolescenti sentirsi in ansia in determinate situazioni è una reazione del tutto normale e fisiologica.

Ma quando l’ansia diventa un problema?

Quando la reazione è eccessiva rispetto allo stimolo che l’ha attivata e rispetto all’età evolutiva del bambino.

Alcuni bambini hanno, indubbiamente, un temperamento più ansioso rispetto ad altri. Tuttavia, ciò che aumenta la probabilità che si manifesti un comportamento ansioso nei bambini o ragazzi è l’ambiente, inteso come il contesto di relazioni, in cui sono inseriti.

Quali stili genitoriali influenzano lo sviluppo dell’ansia nei bambini?

Spesso questi bambini hanno genitori che, a loro volta, hanno un temperamento ansioso. Questo tenderà a ripercuotersi sul bambino in base alle risposte che gli vengono date nel momento in cui sperimenta una situazione di ansia.

Se il genitore è a sua volta spaventato, amplificherà la risposta d’ansia del bambino, generando un circolo vizioso.

Un altro stile genitoriale che può causare risposte ansiogene è quello iperprotettivo. Il genitore si sente in dovere di controllare costantemente il proprio bambino/ragazzo e di evitargli qualsiasi forma di frustrazione. Il messaggio che viene metacomunicato è che il mondo esterno è pericoloso e solo il genitore può proteggerlo.

In questo modo, tuttavia, si incide sull’autostima del bambino, che si percepirà come capace di sperimentarsi nel mondo esterno.

Ricordiamoci, invece, che una certa quota di frustrazione, adeguatamente calibrata sul momento evolutivo del bambino, è necessaria e fondamentale per la sua crescita.

Infine, anche uno stile genitoriale ipercritico e orientato al perfezionismo, inciderà sull’ansia. Il messaggio di dover sempre far bene o essere al massimo, collude con le reali possibilità del bambino/ragazzo. Nel momento in cui sentirà di non riuscire a soddisfare tale aspettativa, aumenterà l’ansia e il senso di inadeguatezza.

ansia età infantile

Quali forme d’ansia in età evolutiva?

Nei bambini più piccoli, l’ansia e le paure sono principalmente legate alle figure di riferimento e al bisogno di protezione.

In adolescenza prevale, invece, un’ansia legata al confronto con gli altri (ansia sociale).

Le forme prevalenti (anche se non le uniche) di ansia in età evolutiva sono:

  • ansia generalizzata;
  • mutismo selettivo;
  • ansia sociale;
  • ansia scolastica;
  • ansia da separazione.

Cosa fare come genitori?

L’aiuto che un genitore può dare a un bambino o ragazzo che soffre di disturbi d’ansia è fondamentale.

E’ bene riconoscere l’emozione provata e non minimizzarla difronte al bambino. Anche se, come adulti, pensiamo che un determinato tipo di paura sia insensata, dobbiamo avere presente che non è possibile evitare di provare una determinata emozione.

Spesso, bambini o persone che soffrono d’ansia, tendono a evitare tutte quelle situazioni che la attivano. Tuttavia, l’evitamento, anche se riduce l’ansia nell’immediato, contribuisce a mantenerla a lungo termine.

L’adulto dovrà aiutare il bambino o ragazzo ad avvicinarsi gradualmente a ciò che è motivo di disagio, rappresentando un confine sicuro a cui affidarsi.

E’ bene che gli adulti siano adeguatamente formati sulle modalità più corrette per relazionarsi al meglio con il proprio bambino e assumano consapevolezza delle emozioni che tale reazione suscita in loro.

Dott.ssa Francesca Vecchione

Psicologa Psicoterapeuta

adolescenza aggressività ansia ansia sociale apprendimento attacchi di panico attenzione autismo autolesionismo autostima bambini bambini difficili consulenza crescita personale denver model disturbo oppositivo early start denver model emozioni genitorialità gioco libero hikikomori immagine di sé infanzia infanzia e adolescenza intervento dsa mutismo selettivo percorso terapeutico psicologia infantile psicologo Gorizia relazioni ritiro sociale Screening sviluppo trauma valutazione cognitiva

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.