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Autismo: come aumentare l’attenzione verso l’altro.

Psicologia

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L’apprendimento dei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, avviene attraverso le relazioni che si instaurano nel loro contesto di crescita.

L’interazione con le altre persone è di fondamentale importanza, Essa favorisce l’acquisizione di numerose competenze quali il linguaggio, la comprensione del funzionamento delle cose e delle persone.

I bambini con autismo tendono a porre poca attenzione alle persone attorno a loro. Questo comporta la perdita di importanti risorse per il loro apprendimento.

Tuttavia, attraverso un intervento precoce focalizzato sul bambino, sull’osservazione e comprensione delle situazioni e attività motivanti per il bambino stesso, è possibile colmare tali carenze, favorendo significativi progressi nello sviluppo e nell’acquisizione di competenze necessarie per la sua crescita.

Come favorire l’attenzione?

Quando interagiamo con un bambino con autismo, dobbiamo fare molta attenzione alla posizione che assumiamo rispetto a lui. E’ necessario posizionarsi frontalmente e abbastanza vicini, per essere sicuri di rientrare nel suo “raggio visivo”.

Se sappiamo che il bambino è attratto da determinati oggetti, possiamo utilizzarli per dirigere l’attenzione su di noi. In questo modo, manipolando gli oggetti di interesse e posizionandoci vicino al bambino, possiamo essere sicuri che sia in grado di vedere il nostro viso e ascoltare la nostra voce.

E’ utile fare in modo che il bambino sia frontale a noi, togliendo eventuali “distrattori”. Gli oggetti vanno manipolati in modo da creare un ponte con i nostri occhi.

Attenzione: a molti bambini può dare fastidio il fatto che gli stiamo difronte o vicini. E’ necessario capire, per prima cosa, quanto il bambino accetta la nostra vicinanza.

Per favorire un aumento dell’attenzione, è bene utilizzare oggetti e attività che “aggancino” il bambino, ossia che siano per lui interessanti e motivanti. Quando i bambini preferiscono giocare da sili, si tende spesso a proporre loro attività in maniera direttiva. Al contrario, se vogliamo attirare la loro attenzione, è molto più utile seguire la “guida” del bambino, assecondando i suoi interessi. E’ necessario non interrompere o cambiare l’attività del bambino (a meno che non sia giunta ad una naturale conclusione) o imporgli di fare qualcos’altro.

autismo infantile

Come favorire nuove abilità?

Non appena siamo sicuri che il bambino rivolge l’attenzione su di noi, anche se per pochi attimi, possiamo approfittare per stimolare nuove competenze. Ad esempio, possiamo descrivere quello che il bambino fa e l’emozione che sperimenta. Tutto questo utilizzando un linguaggio semplice.

Possiamo mostrare approvazione sorridendo e facendo commenti positivi.

Oppure possiamo aggiungere al gioco degli effetti sonori (ad esempio, il verso degli animali o il rumore del trenino).

Infine, possiamo imitare i gesti che il bambino sta compiendo con gli oggetti.

Tutte queste azioni sono di fondamentale importanza: favoriscono l’aumento dell’attenzione verso di noi, rendono l’attività interessante, divertente e motivante, permettono l’acquisizione dei meccanismi tipici della comunicazione.

E’ molto importante che l’apprendimento del bambino avvenga attraverso tutto ciò che per lui è motivante. Giochi e attività che piacciono al bambino rappresentano un “magnete” utile ad attirare l’attenzione per creare una relazione con noi.

In sintesi

Aumentare l’attenzione del bambino con autismo verso l’altro è importante per incrementare l’apprendimento e l’acquisizione di competenze cognitive e sociali.

Quando interveniamo con questi bambini, sia che siamo genitori o professionisti, è fondamentale farlo tenendo presente ciò che motiva il bambino. Partire dai suoi interessi, da ciò che gli piace e risulta stimolante, aumenta la possibilità di successo dell’intervento e dell’interazione.

Da ultimo, va sempre ricordato che tutto deve seguire i tempi del bambino, senza avere fretta di ottenere risultati nell’immediato. L’apprendimento deve avvenire in un clima sereno ed essere mosso da emozioni positive.

Dott.ssa Francesca Vecchione

Psicologa Psicoterapeuta

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